Sembrano molto chiari gli obbiettivi a lungo e breve termine del ministro della Sanita' dell'Etiopia, Tedros Adhanon Gebrejesus, che sa che per migliorare la salute del suo popolo deve partire dal basso , dalla comunita' . Un esercito di 30.000 lavoratori  in campo sanitario, the"health Trasforming Army",   che lavorano nelle piccole cliniche dilslocate nei villaggi.  Un esercito che si sta allargando ai membri delle famiglie che avranno il ruolo di health promoters  .

"Il sitema si costruisce attorno alla salute della famiglia e della comunita' e non intorno alla malattia". Questa la Filosofia di Tedros. 

E sebbene la critiche non manchino  e gli obbiettvi di salute siano ancora lontani da raggiungere , i dati sono estremamente positivi. La mortalita' materna si e' ridotta, il numero dei bambini immunizzati e  la percentuale di donne che utilizzano sistemi contraccettivi sono saliti.
Engera chidl field

Se la priorita' e' quella di salvare la vita, una delle piu' impellenti, in linea con il resto degli altri paesi africani, rimane  la malaria. In Etiopia  si contano infatti 8000.000 di nuovi casi clinici all'anno e Tedros guarda fuori dal Paese alla ricerca di aiuto. L'Etiopia sa che non puo' vincere la sua sfida senza il contributo di grosse organizzazione internazionali che forniscono ogni anno al paese  milioni di dollari.

L'Etiopia e' uno dei paesi piu' poveri al mondo e al tempo stesso  uno dei maggiori destinatari di aiuti umanitari. La domanda che sorge spontanea e' :" Dove vanno a finire tutti questi soldi? Come mai la spesa sanitaria per individuo rimane sempre di 15.5$ e non riesce a raggiungere quella raccomandata dal WHO di 34.4$?”

Le maggiori problematiche del paese rimangono l'acqua, il numero bassissimo di medici ed infermieri, si contano infatti  0.02 medici e 0.024 infermieri ogni mille abitanti, e la salute materno infantile. Solo il 5.7% delle donne riceve assistenza sanitaria professionale durante la gravidanza, una media di 19.000 donne all'anno muoiono per complicanze dovute al parto e ben 75% vengono circoncise.

Engera mother
 I milioni di dollari dati al paese sono spesso destinati a progetti specifici senza tenere conto di questi dati. Un esempio eclatante e' quello dell'AIDS. L'Etiopia ha uno dei tassi di incidenza e prevalenza minori rispetto agli altri paesi Africani, cio’ nonostante i fondi provenienti dagli Stati Uniti  per questa malattia raggiungono i 323 milioni di dollari all'anno contro quello  per la salute materna infantile di 17.5 milioni di dollari.

Fortunatamente sembra che questo trend stia cambiando. Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno percepito questa necessita’ tentando una nuova ridistribuzione dei grossi fondi destinati ai paesi in via di sviluppo. Primo fra tutti il PEPFAR (President's Emergency found for AIDS relief) che adesso prevede l'utilizzo del denaro anche per bisogni di salute meno specifici.

 
Insieme a una diversa gestione degli aiuti umanitari serve anche una riorganizzazione delle cliniche e degli ospedali locali. Sebbene il governo abbia costruito nuove cliniche in tutto il paese, la loro efficienza e’ scarsa Non sono sempre aperte , il personale non e' preparatissimo e spesso non hanno farmaci sufficienti per supplire alle necessita' dei pazienti. 

Molto del lavoro delle cliniche statali viene espletato da cliniche gestite da missionari e suore. Un'altro esercito di "mercenari" in prima linea che erogano servizi di tutti i tipi in ogni condizione. Le caratteristiche igieniche non sono sempre ottimali, ma cercano comunque di offrire il massimo agli abitanti dei villaggi.

Considerando che le strade e i trasporti sono ancora uno dei grossi limiti del Sistema Sanitario Etiope, queste piccole isole ‘”felici” diventano fondamentali per salute di migliaia di persone. 


Le emergenze vengono trasportate a spalla su barelle di giunco per decine di kilometri fino all’arrivo in clinica dove le infermiere/suore accolgono gli ammalati o le partorienti. Una vera e propria organizzazione parallela che si integra al sistema sanitario nazionale.
Engera spalleE quando si parla di sistema si presuppone un organizzazione di fondo strutturata in maniera forte, che sia stabile e flessibile allo stesso tempo.

Questa e’ un'altra delle rivoluzioni proposte da Tedros. Dagli alti funzionari ministeriali fino al personale ospedaliero, l’organizzazione si basa sulla balanced score card, un sistema di management-planning-valutazione utilizzato dalle grandi multinazionali e da alcuni sistemi sanitari a livello internazionale. Si mettono in pratica vision e mission, la strategia e’ costantemente monitorata con feedback interni ed esterni. Non solo misure finanziarie , ma anche di processo. Si guarda al passato, al presente e al futuro.

Lo sa il primo ministro, lo sanno i suoi funzionari, il personale ospedaliero, e gli infermieri delle cliniche dei villaggi. Un Etiopia che guarda avanti, imparando dalla sua esperienza. Questa la sfida. Conoscendo la realta’ locale me lo auguro, anche se vedo ancora dei grossi scogli da superare. Purtroppo esiste ancora molta corruzione e il personale sanitario pur credendo nella vision di questo nuovo sistema e’ sottopagato e vuole “scappare”. Questo la parola usata da un’infermiera bravissima che lavora in una piccola clinica a Zizencho, un piccolo villaggio nella regione del Guraghe. Se si vuole partire dal basso vanno considerati anche loro, i giovani soldati dal camicie bianco.

Engera white angel

Se la rivoluzione deve partire da loro, si deve leggere entusiasmo e non sconforto nei loro occhi. Sono loro i primi che devono intravedere un futuro in questa terra, una vita come le migliaia di vita che salvano ogni giorno.

Foto di Elio Filidei Jr