Engera colorsQui di seguito e' possibile trovare alcune informazioni importanti sull'Etiopia. Un paese bellissimo, ricco di sfacettature, sorrisi e purtroppo anche molta sofferenza.

Odori forti, profumi di spezie , colori vivaci insieme a quelli del giallo ocra della terra. Rumori di clacson, silenzi , il cielo infinito. L'Etiopia e' davvero un paese bellissimo.

Nel caos delle strade di Addis Abeba si respira un'aria di fermento, la voglia di fare frammista a una grande poverta'. Tanti bambini che corrono nelle strade a fare la carita' , alla ricerca di una caramella , di un soldo, di una penna. Usciti dalla caotica Addis Abeba invece, distese di campagna e piccoli villaggi . 
La vita va avanti e i giovani di Addis Abeba  sognano un Etiopia migliore. Hanno voglia di cambiare e far crescere il paese. Gli abitanti dei villaggi sognano invece Addis Abeba.  

L’Etiopia è una Repubblica Democratica Federale composta da 11 Regioni, 9 Stati e 2 città a statuto speciale. La sua popolazione è di circa 81.000.000 secondo l’ultimo censimento del 1995 . Più dell'80% degli oltre 81 milioni di abitanti dell'Etiopia vive in aree rurali, facendo del controllo e dell'erogazione di servizi sanitari un'autentica impresa.

Engera campagna etiopia


L'aspettativa di vita in Etiopia è di circa 44 anni e si stima che solo il 7% della popolazione raggiunga i 60 anni.
Il 53% dei maschi e il 69% delle donne sono analfabeti. I tassi di iscrizione scolastica per le scuole elementari (6 anni), medie inferiori (12 anni) e medie superiori (14 anni) sono rispettivamente del 72,7%, 34,6% e 35,5%. Nonostante le importanti risorse minerarie, l’economia del Paese è basata sull’agricoltura che però, per svariate cause, spesso produce al paese i peggiori raccolti di tutta l’Africa subsahariana. Il settore di popolazione di età superiore ai 10 anni è considerato potenzialmente economicamente attivo (81,0% della popolazione totale). Di questi solamente il 52,8% lo è di fatto, la restante parte essendo rappresentata da studenti, casalinghe, pensionati, disabili e altre categorie non produttive non lo è. Del settore economicamente attivo solo il 65,3% (27,9% della popolazione totale) è attualmente occupato. Il che significa che per 100 persone occupate ce ne sono 258 che non producono reddito. Il reddito pro capite è di 90 dollari l’anno. L’Etiopia è uno dei paesi al mondo che soffre maggiormente dell’insicurezza alimentare: 3.300.000 milioni di persone hanno urgente bisogno di cibo, oltre 2.000.000 di Etiopi soffrono di fame cronica, mentre fino a 10.000.000 (circa il 13%) sono vulnerabili all’insicurezza alimentare temporanea. L’Etiopia ha la più alta incidenza di malnutrizione del mondo: il 57% dei bambini anni è sottopeso. Il 76% vive con meno di 2 dollari al giorno e circa la metà con meno di un dollaro al giorno. 

Sebbene il Ministro della Sanita'  Tedros, stia ridefinendo tutto il sitema sanitario Etiope puntando da una parte  sulle piccole comunita' e la primary health care e dall'altra su uno dei piu' moderni sistemi di managment , il Balance Score Card, secondo l’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite (2005), l’Etiopia si colloca al quintultimo posto nel ranking delle Nazioni più povere.

I numeri parlano chiaro. La spesa sanitaria  per individuo e' di $ 15,5 all'anno , ben lontana dall'obbiettivo del WHO di 34.4$.  Il numeo degli health care professionals e' bassissimo. Ci sono solo 0.02 medici e o.24 infermieri per 1000 abitanti  e sebbene vi siano forti politiche di decentramento , la maggior parte sono concentrati nelle grandi citta'.

Le malattie più frequenti sono rappresentate da:


1)    La MALARIA rappresenta il piu' grande problema dela paese, si contano infatti 8000.000 di casi clinici all'anno.


2)    HIV/AIDS (oltre 1.500.000 di persone al disotto 49 anni, sono affette da HIV/Aids - 770.000 le donne con Aids tra i 15 e i 49 anni - 120.000 i bambini affetti da HIV/Aids - oltre 720.000 gli orfani a causa del virus - ogni giorno si registrano 1.000 nuovi casi di persone infette) 


3)    Tubercolosi: Il paese e' al settimo posto nella classifica dei pasei con alta incidenza di Tubercolosi. I nuovi casi annui sono 314.325


4)    Malnutrizione acuta.
 
5)    Malattie legate alla gravidanza ed al parto (solo il 5-7% delle donne partorisce in presenza di personale specializzato - Una media do 19.000 donne all'anno muoiono per complicanze durante il parto)

6)    Infezioni respiratorie acute

7)    Diarrea

8)    Anemia

9)    Parassitosi

10) Meningite

11) Morbillo


Le crescenti problematiche di malnutrizione in particolari aree sono riconducibili principalmente a siccità, perdita del bestiame e diminuzione del potere d'acquisto. 
Una delle principali problematiche e' l'acqua. Soltanto  il 22% della popolazione ha accesso a fonti d’acqua potabile e solo il 6% della popolazione ha servizi igienico-sanitari adeguati.

In Etiopia il 47% dei bambini al di sotto dei 5 anni è sottopeso a causa della grave denutrizione e il tasso di mortalità per questa fascia d’età è del 169 per mille. In base ai dati diffusi nel 2004 dal Ministero etiopico del Lavoro e degli Affari Sociali, 4 milioni di bambini vivono in condizioni particolarmente difficili e 100.000 rischiano di diventare bambini di strada. 

 
 Le statistiche relative alla condizione della donna in Etiopia non offrono certo un quadro migliore. Le donne etiopi partoriscono in media 6 figli ciascuna, ma solo il 6% di loro ha accesso ad un’assistenza medica durante il parto. La mortalità materna arriva a 870 donne ogni 100.000. A fronte della carenza sanitaria generale dell’Etiopia con le conseguenti limitatissime aspettative di vita e di qualità di essa, problemi e carenze che si manifestano in maniera ancora più diffusa nella regione ove si trova l’area interessata dal progetto, la richiesta di rafforzare i servizi sanitari è da tempo ritenuta una necessità fondamentale dal governo locale, così come da quello nazionale.
 Negli ultimi anni il numero delle infrastrutture sanitarie è aumentato, ciò nonostante molte non sono ancora operative a causa della carenza di personale e attrezzature. L'impatto dei servizi sanitari di base è poi grandemente limitato dalla carenze di strutture a cui trasferire i pazienti con complicazioni. In queste zone si rivelano particolarmente critiche le emergenze chirurgiche, ostetriche e pediatriche che hanno una scarsa possibilità di ricevere un'assistenza adeguata. Anche il tasso di utilizzo delle poche strutture esistenti è basso, soprattutto per la difficoltà che comporta raggiungere gli ospedali. I mezzi di trasporto sono pochi, le strade impervie e disagiate e, d'altro canto, è estremamente difficile fornire servizi sanitari alla consistente parte di popolazione nomade.